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Il Paradosso elettrico delle 18:00

C’è un dettaglio nei dati del mercato elettrico di questa estate che dice più di qualsiasi analisi. Il 3 agosto il prezzo dell’energia all’ingrosso in Italia ha superato i 197 €/MWh, ma i picchi orari oltre i 200 euro non sono arrivati a mezzogiorno, con il sole a picco e i condizionatori al massimo.

Sono arrivati dalle 18:00 in poi.

Capire perché è la chiave per capire come funziona davvero la bolletta italiana — e cosa si può fare per uscirne.

1. Agosto ha chiuso peggio di luglio

Partiamo dai numeri consuntivi, quelli che contano davvero perché sono la base su cui i fornitori fatturano i contratti indicizzati.

Il PUN Index — l’indice del prezzo all’ingrosso determinato ogni giorno dal GME sulla borsa elettrica — ha chiuso agosto 2026 con una media intorno a 0,175 €/kWh, oscillando tra un minimo di 0,128 e un massimo di 0,208 €/kWh. Un mese più caro di luglio, che a sua volta era già stato in forte rialzo sulla primavera.

Dato oggettivo: per avere un termine di paragone, prima del 2019 le quotazioni all’ingrosso italiane viaggiavano tra i 50 e i 60 €/MWh. Oggi siamo stabilmente al triplo. Non è un picco temporaneo: è il nuovo livello strutturale.

2. Il gas decide il prezzo, anche quando non serve

Qui sta il meccanismo che quasi nessuno spiega. Nel mercato elettrico il prezzo finale lo fissa l’ultima centrale chiamata a produrre per soddisfare la domanda — il cosiddetto prezzo marginale. In Italia, dove le fonti fossili coprono oltre il 40% del fabbisogno, quella centrale è quasi sempre a gas.

Risultato: basta che il gas si muova, e si muove tutta la bolletta. Dal 18 luglio 2026 il prezzo del gas all’ingrosso in Italia è rimasto costantemente sopra i 60 €/MWh, spinto dalle tensioni sul Medio Oriente, dal riempimento degli stoccaggi europei e dalla concorrenza asiatica sui carichi di GNL.

È anche il motivo per cui l’Italia resta il Paese europeo dove l’elettricità costa di più, e dove ogni shock energetico produce gli effetti più intensi.

3. Cosa dicono i dati Terna: il sole tiene, il resto crolla

Il report mensile di Terna su luglio 2026 fotografa la situazione con precisione. La domanda elettrica italiana ha toccato il record assoluto di 32.455 GWh, +8,3% rispetto a luglio 2025, con un picco di potenza di 58 GW il 15 luglio verso le 16:00. Le temperature hanno fatto la loro parte: media mensile di quasi 2°C sopra la norma decennale, con gli ultimi cinque giorni del mese a +6°C.

Ma il dato interessante è la composizione delle rinnovabili:

  • Fotovoltaico: +20,6% rispetto a luglio 2025 (+1.144 GWh)
  • Eolico: -20,3%
  • Idroelettrico: -14,9%
  • Geotermico: -3,6% | Biomasse: -2%

Tradotto: in un’estate secca e senza vento, il fotovoltaico è stata l’unica fonte rinnovabile a crescere. Se le FER hanno comunque coperto il 41,5% del fabbisogno in un mese da record di consumi, è grazie al solare — che al 31 luglio ha raggiunto i 47,30 GW installati in Italia.

4. Perché il picco è alle 18:00 (e cosa significa per te)

Torniamo al paradosso iniziale. Il momento di massima richiesta arriva nel pomeriggio, quando il sole c’è ancora e il fotovoltaico nazionale sta calmierando i prezzi. Ma il picco di prezzo arriva più tardi, la sera, quando la produzione solare si spegne e la domanda resta alta: cucina, elettrodomestici, illuminazione, ricarica dell’auto.

In quelle ore il sistema deve accendere le centrali a gas più costose. E quel costo finisce in bolletta.

Se hai un impianto fotovoltaico senza accumulo, in quelle ore compri energia dalla rete al prezzo peggiore della giornata. Se hai un impianto con accumulo, stai usando l’energia che hai prodotto tu alle 14:00 — e il picco delle 18:00 semplicemente non ti riguarda.

Non è una questione teorica: in Italia si contano già 948.154 impianti di accumulo, per 19,43 GWh di capacità complessiva. È la risposta che il mercato sta dando, in modo abbastanza inequivocabile.

5. Il punto

Nessuno può decidere il prezzo del gas o l’esito delle tensioni geopolitiche. Ma il meccanismo che trasforma quelle tensioni in una bolletta più cara passa da un punto preciso — le ore serali in cui compri energia dalla rete al costo marginale più alto.

È l’unico anello della catena su cui puoi intervenire direttamente. E in NEG Group garantiamo l’installazione entro 30 giorni: significa arrivare alla stagione fredda, quando le sere si allungano e i picchi serali si fanno più pesanti, con l’impianto già operativo.

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